Peter Breggin: Farmaci psichiatrici – bombe mortali a orologeria
Fonti degli articoli *CCDU Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani
Inviato da Ccdu il Mar. 13/01/2015 – 10:08
“Tutte le classi di psicofarmaci possono causare danni al cervello e disfunzioni mentali durature, se usati per mesi o anni ” – Dott. Peter Breggin, Psichiatra”
Gli psicofarmaci sono più pericolosi di quanto non si possa immaginare. Se non te ne sono ancora stati prescritti, sei tra i pochi fortunati. Se tu o una persona cara state assumendo farmaci psichiatrici, c’è speranza, ma è necessario capire i pericoli e come ridurre al minimo il rischio.
“Gli psicofarmaci sono più pericolosi di quanto non si possa immaginare. Se non te ne sono ancora stati prescritti, sei tra i pochi fortunati. Se tu o una persona cara state assumendo farmaci psichiatrici, c’è speranza, ma è necessario capire i pericoli e come ridurre al minimo il rischio.”
Molti studi, basati su scansioni del cervello umano o indagini autoptiche su animali, hanno dimostrato come i farmaci antipsicotici (sia vecchi sia nuovi) causino il restringimento (atrofia) del cervello.
I nuovi ” atipici “, in particolare, causano una sindrome metabolica ben documentata: eccesso di zucchero nel sangue, diabete, aumento del colesterolo, obesità e ipertensione.
Producono anche pericolose aritmie cardiache e morte improvvisa inspiegabile e riducono in modo significativo la longevità.
Inoltre, causano tutti i problemi dei vecchi farmaci, come Thorazine and Haldol, compresa la discinesia tardiva, un disturbo del movimento doloroso, in gran parte permanente e talvolta invalidante causato da danni cerebrali e interruzioni biochimiche.
Nonostante i loro enormi rischi, i nuovi farmaci antipsicotici sono frequentemente utilizzati “off-label” (per indicazioni non autorizzate, non comprese nella scheda tecnica) per trattare ansia e depressione, insonnia e comportamento nei bambini.
Due vecchi farmaci antipsicotici, Reglan e Compazine, sono utilizzati per problemi gastrointestinali, e anche a basse dosi o per brevi periodi, anche questi possono causare problemi, tra cui la discinesia tardiva.
Molti medici li prescrivono come cura per l’insonnia, senza fornire un’adeguata informazione sui rischi ai loro pazienti, inconsapevolmente esposti a tutti i pericoli dei farmaci antipsicotici.
Le Benzodiazepine, comunemente prescritte come ansiolitici e sonniferi, peggiorano la memoria e altre capacità mentali.
Gli studi dimostrano che spesso portano ad atrofia e demenza in seguito a uso prolungato. Dopo l’astinenza, gli individui esposti a questi farmaci sperimentano anche molteplici problemi persistenti tra cui disfunzioni della memoria e cognitive, instabilità emotiva, ansia, insonnia e disagi muscolari e neurologici.
Per questo, molte persone non possono smettere di prenderli e ne diventano dipendenti in maniera cronica. Questo può accadere anche dopo solo sei settimane di esposizione .
Altre classi di sonniferi pongono problemi simili alle benzodiazepine, tra cui la memoria e altri problemi mentali, dipendenza e astinenza difficile. Possono causare molti stati mentali e comportamenti anomali, compreso un pericoloso sonnambulismo.
Tutti gli psicofarmaci – di qualsiasi classe – possono causare danni al cervello e disfunzione mentale duratura se utilizzati per mesi o anni. Anche se i dati di ricerca non coprono tutti i possibili farmaci appartenenti a tutte le singole classi, è prudente e più sicuro presumere che i rischi di danni cerebrali e disfunzione mentale permanente, e quello di astinenze pericolose, si applichino a tutti i singoli farmaci psichiatrici. Tutto questo in assenza di prove sostanziali e convincenti sulla loro utilità e beneficio a lungo termine.
La soluzione più sicura è quella di evitare di iniziare ad assumere psicofarmaci.
E’ ora di ritornare ad approcci psicologici, educativi e sociali.
American Free Press, 6 gennaio, 2014
di Peter Breggin , Psichiatra
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Peter R. Breggin, psichiatra con studio privato ad Ithaca – New York, è stato chiamato “La Coscienza della psichiatria” per i suoi decenni di sforzi che hanno avuto successo nel riformare il campo della salute mentale.
Il suo lavoro scientifico e didattico ha fornito le basi per la critica moderna di psicofarmaci ed ECT (terapia elettroconvulsivante, elettroshock), spianando la strada alla diffusione di terapie di cura più efficaci. E’ autore di decine di articoli scientifici e di più di venti libri.
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Effetti collaterali dei comuni psicofarmaci
Può essere pericoloso sospendere di colpo l’assunzione di psicofarmaci a causa dei significativi e pericolosi effetti dell’astinenza. Nessuno dovrebbe smettere di assumere psicofarmaci senza la supervisione e l’assistenza di un medico competente.
Un rapporto del Citizen Comission on Human Right International
Introduzione
Questa relazione dà una visione d’insieme degli effetti collaterali dei comuni psicofarmaci e include informazioni sugli avvertimenti delle autorità di controllo dei farmaci, studi, e altri dati che potrebbero non essere inclusi nel foglietto illustrativo dei farmaci .
Per ulteriori informazioni consultare Physicians’ Desk Reference, reperibile su www.pdrhealth.com. Esiste anche un database, con i dati estratti dagli archivi della FDA americana, consultabile all’indirizzo: http://www.cchrint.org/psychdrugdangers
Kelly Patricia O’Meara: Robin Williams al momento della morte assumeva antidepressivi
Contrariamente ai titoli dei giornali, Robin Williams al momento della sua morte assumeva droghe note come farmaci antidepressivi
Secondo le notizie apparse sui media circa i risultati dell’autopsia dell’amato attore/comico Robin Williams, morto suicida un paio di mesi fa, al momento della morte non era presente nessuna traccia di droga o alcol. Dipende da come si definisce la parola “droga”.
Il referto del medico legale riferisce infatti di un farmaco antidepressivo trovato nel sangue di Williams al momento della sua morte, nella fattispecie l’antidepressivo Mirtazapine, (noto anche come Remeron) – un farmaco che vanta ben 10 avvertenze d’uso (a livello internazionale) perché porta a suicidi premeditati.
Secondo i risultati dell’autopsia, Williams non si trovava solamente sotto l’effetto di farmaci antidepressivi: sono state trovate tracce del potente antipsicotico Seroquel, apparentemente assunto di recente. In maniera inspiegabile, però, i test tossicologici sarebbero risultati negativi sul Seroquel, ma restano alcuni fatti incontestabili: dalla bottiglia di Seroquel, prescritto a Williams il 4 agosto (solo sette giorni prima del suicidio) mancavano giusto 8 pillole e – coincidenza? – le istruzioni del Seroquel consigliano appunto di assumerne una al giorno. Gli effetti collaterali associati al Seroquel includono psicosi, reazioni paranoidi, allucinazioni, depersonalizzazione e tentativo di suicidio.
Perché la stampa continua a sostenere “né droghe né alcol” nel sistema di Robin Williams? Cosa occorre affinché alcuni farmaci psicoattivi, con effetti collaterali paragonabili a eroina o crack, smettano di essere chiamati farmaci? I media ripetono la litania: Robin era sotto trattamento psichiatrico con antidepressivi ma, purtroppo, non sono riusciti a salvarlo. Niente di più falso: Williams era in “trattamento” per la salute mentale sotto la supervisione di uno psichiatra, non aveva abusato di droghe illegali e non era ancora “all’ultima spiaggia”.
I fatti che riguardano i farmaci antidepressivi sono questi:
Tra il 2004 e il 2012 il Sommario Farmacologico Medico della Food and Drug Administration elenca 470.000 reazioni avverse riguardanti farmaci psichiatrici. La FDA ammette che le sono stati riferiti solo l’1% degli effetti collaterali, e la cifra reale è sicuramente molto più alta.
Il Mirtazapine (noto anche come Remeron) ha un avvertimento, della FDA, di categoria “marchio nero” relativamente al suicidio.
Solo per il Mirtazapine esistono dieci avvertimenti per suicidio. Inoltre il suicidio è tra i primi 2 effetti collaterali segnalati alla FDA su questo particolare antidepressivo.
Il periodico MedWatch della FDA riguardo agli effetti collaterali dei farmaci, solo relativamente al Mirtazapine, segnala 411 casi di suicidio o tentato suicidio (e la FDA stima che solo l’1% degli effetti collaterali le sia stato riportato).
Le visite al pronto soccorso collegate a psicofarmaci, negli Stati Uniti, sono 90.000 l’anno.
Solo negli Stati Uniti in un anno vi sono 23.755 casi di suicidio attribuibili agli psicofarmaci.
Oltre a portare al suicidio, gli effetti collaterali documentati sugli antidepressivi da parte di Agenzie Internazionali per la regolamentazione dei farmaci, includono allucinazioni, deliri, peggioramento della depressione, depersonalizzazione, manie, psicosi, autolesionismo.
La scomparsa di un attore così amato da tutti rappresenta una grande perdita, ma la tragedia viene ulteriormente aggravata dalla superficialità con cui il referto del medico legale viene interpretato dai media. E’ un vero peccato che gli psichiatri non abbiano messo in pratica i sentimenti così bene espressi dallo stesso Robin Williams nel film “Risvegli”: “Lo spirito umano è più potente di qualsiasi droga, ed è lui che dobbiamo nutrire: di lavoro, gioco, amicizia, famiglia: queste sono le cose importanti”.
A cura di Kelly Patricia O’Meara
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Si può fare a meno dei farmaci? si quasi sempre si può farne a meno… A meno che non ci siano problemi di natura “organica”, nella quasi totalità delle situazioni si può non usare il farmaco…
Il farmaco non è la soluzione… e solo un modo per non affrontare il vero problema, ma ormai e più facile emettere a tacere la “coscienza e i segnali” di allert che risolvere ed eliminare le cause.
se Avete bisogno di parlare potete contattarmi alla mia mail e fissiamo un appuntamento al mio studio o al Telefono…